Spuntano i bar “no vino Veneto”

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Stop ai vini Veneti in molti dei bar del nostro amato Meridione d’Italia.

Questo lo slogan che è da pochi giorni partito ed ha già spopolato sui social con l’hashtag #comprasud.

Non è utopia ma pura realtà. Quindi niente Prosecco, spumante e vino veneto nei bar del Sud che aderiscono all’iniziativa, supportata anche dal giornalista Pino Aprile, il quale asserisce: “non si parla di Sud contro Nord, ma Sud per il Sud”. E da un suo articolo in merito scrive: “Tutti ammirati e dalla parte di Gandhi che, per piegare l’egoismo, il razzismo e il colonialismo della Gran Bretagna, tesseva da solo i panni per coprirsi elegantemente con poco (dire vestirsi potrebbe sembrare ironico). Lo imitarono in tanti, e questo mise in crisi il monopolio inglese tessile d’importazione.

Tutti dalla parte degli americani che si ribellarono alla prepotenza britannica, salirono con un inganno sulle navi che trasportavano il tè nella colonia del nuovo mondo e lo buttarono a mare.

Per non dire delle palle che ci hanno fatto con l’astinenza dal fumo di sigari austriaci, da parte di eroici milanesi che riuscirono addirittura a sopravvivere a qualche decina di ore senza fumare, pur di entrare nei libri di storia”.

Ma spieghiamo meglio cosa ha mosso le masse nel portare avanti questa iniziativa.

La protesta è partita dalla calorosa Calabria, per poi estendersi quasi a macchia d’olio in altre regioni quali Puglia, Sicilia, etc. In sostanza molti di questi bar aderenti decidono di attaccare alla propria vetrina l’insegna “bar devenetizzato“.

Quello che letteralmente si legge sul cartello è una spiegazione anche plausibile: “La Regione Veneto ha deciso di trattenere tutto il residuo fiscale. Vuol dire che le tasse pagate in Veneto resteranno integralmente in Veneto. Quindi se tu consumi prodotti veneti, non solo arricchisci le imprese venete, ma che anche le tasse che paghi sulla bottiglia di vino veneto (i tuoi soldi) andranno a finanziare solo scuole, ospedali e strade del Veneto”.

Ovviamente il Veneto non è stato a guardare e molti personaggi illustri della politica e non si sono detti davvero amareggiati da questa presa di posizione che denigra non solo il Veneto in quanto produzione ma anche come gestione del territorio.

Sicuramente questa “sberla” al Veneto pare più una carezza, dal momento che l’export dei prodotti vitivinicoli del nord-est è in continua crescita giornaliera, per non parlare del Prosecco che tocca veramente picchi interessanti, con quasi 40 milioni di bottiglie vendute oltre Italia.

Interessante il botta e risposta del diretto interessato Presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette, che argomenta: “I baristi del Sud possono anche fare a meno di vendere i nostri prodotti. L’importante è che non vendano spumanti spacciati per Prosecco, come fanno spesso”.

Se possiamo esprimere la nostra personale opinione, riteniamo che il Sud Italia abbia veramente ottimi vini, apprezzati in tutto il Mondo, e che possa, con una rete solidale sincera e volenterosa, farsi conoscere (così come fece il Veneto a momento debito) oltre confine per le eccellenze che lo rappresentano.

E voi, cosa ne pensate?

La nostra passione per le eccellenze enogastronomiche che punteggiano il nostro Bel Paese ci ha sempre portato a conoscere, scoprire e valorizzare piccole realtà produttive che rappresentino tipicità, genuinità e qualità del prodotto e che sono lontane da logiche commerciali di massa.

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