Miti e leggende su vino e uva: Dioniso e Bacco

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Simbolo di vita, anima, istinto irrazionale dell’uomo e abbandono dei sensi, il vino e tutto ciò che attorno al vino ruota, è protagonista di miti e leggende della storia dell’umanità. Come non pensare al rito della transustanziazione, del vino che si fa sangue di Cristo, uno dei dogmi alla base di tutta la religione cristiana, ma il vino usato da Gesù nell’ultima cena, non è il solo esempio di come questa straordinaria bevanda si inserisca in una moltitudine di leggende popolari e miti ancestrali.

Il fatto che la pianta stessa da cui il vino deriva abbia la stessa radice della parola “vita“, dovrebbe far riflettere sulla straordinaria percezione di questa bevanda nella storia. Andando alla ricerca delle radici mitiche del vino, ci imbattiamo immediatamente nel popolo greco, che dedicò al vino una divinità poliedrica e sfaccettata: Dioniso. Il dio greco legato al vino e all’ebbrezza, era la stessa divinità emblema dell’irrazionalità, delle pulsioni irragionevoli dell’uomo, della liberazione dei sensi. A Dioniso, con il quale ci si univa attraverso rituali che prevedevano l’utilizzo di vino e altre sostanze utili a liberare la parte irrazionale delle persone, si contrapponeva Apollo: il dio della ragione, della razionalità, della luce, contrapposta alle tenebre, all’oscuro, a tutto ciò che non si può spiegare con ragionamenti logico deduttivi.

Lo “spirito dionisiaco”, così come lo chiamò nell’800 il filosofo tedesco Nietzsche, simboleggiava la vera natura dell’uomo, la più vitale, impulsiva, legata al desiderio e anche alla creatività. Una divinità, insomma, quella di Dioniso molto discussa e controversa, che venne, durante il periodo romano mutata in Bacco, abbracciando ancora di più la sua natura “rumorosa” (dal greco bacco significa proprio rumore, baccano) dovuta al suo eterno stato di ebbrezza. Bacco era il dio legato al vino e a tutto il processo di vinificazione, la vendemmia in particolare e, per questo, veniva rappresentato spesso con una corona di foglie di vite attorno alla testa e un calice di vino in mano (come non pensare al Bacco di Caravaggio…).

In vino veritas”, recita uno dei più famosi modi di dire latini. Da qui si comprende perfettamente la vera natura del dio Bacco per i romani, che eredita da Dioniso un’importante caratteristica: la liberazione della coscienza degli uomini e la via per accedere alla verità. L’uva simboleggia così un frutto quasi mistico, che dona all’uomo la capacità di accedere ad una primavera dei sensi.

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